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Elena De Piccoli

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Boh. "Che cosa vuoi sapere? E' meglio non sapere..."
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Niente di serio

Però il template è figo!
August 19

Solitudine e sogni

Giorni strani. Grigi, ma non di un grigio triste, un grigio di nebbia nelle mattine d'autunno. Un grigio di quiete silenziosa.
Mi trovo ad amare molto la solitudine, in questi strani giorni. Non si tratta propriamente di evitare la gente, no. E' una cosa impossibile del resto, in questo momento.
Ma mi piace tanto rinchiudermi in me stessa, come un piccolo riccio che non ha paura del mondo, ma che soltanto non ha voglia di vederselo girare vorticosamente intorno.
Mi piace cullarmi nei miei sogni, tutti neri, viola e azzurri. Un po' verde-argentati, anche. Mi piace quando li sogno tanto forte da rimanere quasi stordita, e appena mi scuoto mi chiedo dove siano finiti tutti i personaggi che li popolavano solo qualche istante prima.
Mi piace star stesa sul letto a leggere fino a tardi, freneticamente, mangiando avidamente pagine e parole con gli occhi; occhi affamati, occhi curiosi che si fanno strada sugli intricati percorsi pensati da menti geniali. Menti da desiderare. Da invidiare.
Mi piace respirare l'aria polverosa e un po' viziata, l'aria che sa di antico e di storia, del castello di Kuno Blau. Mi piace immaginare di sentire il profumo del suo violino e di quello di Jeno. Mi piace sentire nella mia testa le loro note, mentre penso al mio di violino, che giace nella sua custodia blu, e che in questi giorni ho avuto così poco tempo di toccare. E sento una stretta al cuore. Mi manca.
Sto leggendo Canone Inverso. Bellissimo.
Ma la mia fantasia vaga anche altrove, sopra mondi irreali, impalpabili, ignoti, che incutono un senso di ammirazione misto a terrore.
Mondi che amo. I miei mondi, più miei di quello in cui vivo realmente.
 

July 03

Ali

Non sono forse la pazzia, la follia, le nostre ali?
Non sono forse i sogni, quelli più dolorosi, quelli proibiti, che ci innalzano tra le stelle più di ciò che è concreto ai nostri occhi e alle nostre mani?
E' quando il cuore batte forte da far male e il respiro accelera fino a mancare, che voliamo più in alto. Quando il desiderio d'impossibile si fa tanto violento da velare gli occhi di lacrime. Quando le mani stringono il nulla con tanta forza da segnarne i palmi con le unghie.
Quello che invece abbiamo in pochi attimi, in pochi sguardi, ci stanca subito. Ciò che facciamo nostro in un breve istante non ha nessun fascino per noi.
Avere quel che sappiamo di non poter possedere, è ciò che ci riesce meglio. E l'impresa impossibile di avvicinare e legare a noi l'oggetto in discussione, ci fa scorrere impetuosamente il sangue nelle vene, come leoni che annusano la preda e sanno che inesorabilmente, essa cadrà tra le nostre fauci. Ma non le recheremo dolore, no; la proteggeremo, per sempre.
Ma tutto ciò è marginale. Conta nel sangue, conta nella mente, scalfisce un poco il cuore.
Chi squarcia il nostro cuore inconsapevolmente, come se lo avesse dilaniato con un artiglio; ecco chi ci rende docili. Ecco chi ci fa volare. Ecco chi risveglia in noi la pazzia, la follia. Ecco chi ci inchioda agli occhi con gli occhi. Ecco chi ci inchioda al cuore col cuore.
...non sono forse la pazzia, la follia, le nostre ali?
June 25

Mhboh!

E' decisamente da tanto che non scrivo, qui. Di là invece ho aggiornato un paio di volte.
Son stanca. E' iniziato il Grest.
E' iniziato il Grest, sono stanca, ma i miei aiuto animatori mi chiamano "capo". Buon Dio, quant'è gratificante.
Pensavo che, come direbbe Nietzche, sono nata postuma. E lascio ai posteri l'ardua sentenza sul significato di codesta frase, all'apparenza insensata, ma in realtà pregna di significato.
Questo è quel che si dice "non avere un cazzo da dire".
Buona serata.
May 31

Whatever

Sì, sì sì. E' proprio un periodo che mi gira bene. Da circa una settimana a questa parte. Cambio colore, che quel fucsia imbriagava.
Oggi ho trovato un quadrifoglio in giardino. Era piccolo, un po' rinsecchito e... spelacchiato. Sempre che i quadrifogli possano essere spelacchiati. Mi ha fatto tenerezza; sembrava che non aspettasse altro che essere colto. Dopotutto è quello il suo compito, no? Farsi cogliere, far sì che qualcuno recida la sua testolina verde e portargli fortuna. Portare fortuna a qualcuno che ti stacca la testa dal collo; isn't it ironic?
Penso. Penso che non so a cosa pensare. Perché se tutto sta andando così bene, vuol dire che prima o poi qualcosa andrà storto. O forse tutto va così bene perché mi sforzo di non pensare a qualcosa che non va per niente bene? Qualcosa che dovrei recidere, come un quadrifoglio. E non mi porterà fortuna; non mi porterà niente, forse un sorriso un po' più ampio.
So cosa succederà, poi; quanto di scorni e incazzature ne seguirà? Bah, non m'importa. I'm free to be whatever I, wathever I'll choose and I'll sing the blues if I want. Oh là.
Questa notte ho fatto un sogno dolcissimo... mi sono svegliata con una sensazione di leggerezza addosso, come non capitava da tempo... come non capitava da quando sognavo Lui. Che non è Dio, anche se ci ho messo la maiuscola. E' Lui con la maiuscola, per far capire che insomma... è quello là, che è stato in cima a tutto e a tutti per un bel po'. Ma cazzo, parlo ancora di lui... Eh vabbè, del resto era... Lui.
Ad ogni modo ho fatto un sogno di quelli che non sai mai perché li fai, anche se in fondo al cuore lo sai bene, ma non puoi ammetterlo perché... diciamocelo, certe cose alla tua età non si fanno. Ma anche all'età di qualcun altro. Boh, vabbè.
Comunque, boia can, tra 10 giorni dò l'ultimo esame della laurea triennale. Eh sì, ho passato letteratura inglese. E la bestia era docile e comprensiva. Quasi dolce. E dispiaciuto perché Glenton -il mio amatissimo Ewan, il lettore di inglese- mi ha appioppato un 20, perché non sapevo una beneamata cippa delle dispense. Anche se mi ha ripetuto un paio di volte che era solo perché non mi ricordavo nulla... ma mi ha detto che me la cavo abbastanza bene.
Ho passato anche storia della fotografia. E l'avrà passato sicuramente anche F. L'avranno passato tutti.
Lunedì sera, tornando dal cinema, mi è successa una cosa strana. Stupida, forse. Insensata, senz'ombra di dubbio. Ma nel buio della notte, mi sono trovata a fissare una luce arancione attraverso il finestrino;  era come se quella luce attirasse la mia mente lontano da lì, in un punto impreciso, dove qualcuno mi stava chiamando. Per dirmi che c'è, che mi cerca, tanto quanto lo cerco io. Arriverà.
May 25

So sick and tired, I stand alone...

A dirla tutta, non ho un cazzo di voglia di scrivere. Ma allo stesso tempo sì.
Per cui inizio; tanto qualche cazzata verrà fuori.
Odio quando non so cosa scrivere. E' la cosa più vicina alla sensazione di vuoto assoluto che abbia mai provato, davvero. Mah. Potrei raccontarvi che domani c'è il primo concerto dei Diversed. Che sono il mio gruppo. Oppure, se volete, sono il gruppo del quale io sono la cantante. Ma se ci penso mi viene l'ansia, quindi non vi parlerò di questo. Potrei dirvi che devo andare a studiare, perché mercoledì ho non uno, ma due esami. Ma se ci penso mi viene l'ansia, quindi come sopra. Potrei raccontarvi anche un altro paio di cose... ma il finale sarebbe sempre lo stesso.
C'è un capitolo del Praz -il libro di letteratura inglese- che si intitola L'età dell'ansia. Ecco; adesso mi sembra di vivere nell'età dell'Ansia. Quella con la maiuscola, quella che ti attanaglia, che ti prende alla bocca dello stomaco e ti stringe in una morsa, quella che ti toglie la voglia di sorridere. Ma la cosa divertente, è che non so bene perché qualsiasi cosa in questo momento mi provochi ansia. Qualsiasi. E non so bene neanche quale sia la soluzione per risolvere questo dannato problema. E non so neanche perché sto scrivendo questo post pressoché inutile, ma funzionale all'autoanalisi che talvolta opero su di me. E dopo questa mi inchino a me medesima. E Amor viene ragionando meco... era così? No. Era ...e ch'Amor non venga sempre ragionando meco, et io con lui e bla bla bla.
Non c'entra niente, lo so anch'io! Ma mi è venuta in mente... che poi, diciamocelo, questa frase parla di un periodo consistente della mia vita, in cui Amore veniva un po' troppo ragionando meco, et io con lui da brava scema.
Che detta così sembra che ce l'ho a morte con l'Amore... naaaaaaaaaaah! Io sono una fedele d'Amore. -Oh, scusate, mi diverto troppo-.
E' solo che. Che non era Amore, dai. O anzi sì, era Amore. Ma amavo un'idea, ecco. Un'idea che avevo incastrato perfettamente nel corpo di una persona reale. (E qualcuno sbufferà, leggendo queste cose... lo so, lo so, vi ho smaronato per un anno... ma a mente fredda sono ben più analitica! E queste conclusioni non le avevo ancora tratte...)
E niente. Volevo guardarmi The Unforgiven II live prima di andare a studiare, ma mi sa che devo spegnere tutto. Che poi ho scoperto che l'hanno fatta solamente una volta dal vivo, questa meravigliosa canzone, ai Billboard Awards. Che a voi non ve ne frega niente, lo so. Ma tanto prima di morire (o prima che muoiano loro, con tutti i dovuti scongiuri), devo vederli. Ci andrò, sì sì. Tanto il bassista dei Califfo de Luxe ha detto che ci viene anche lui. (Ahahahahahahah faceva figo chiamarti così!!)
Toh, vi posto la canzone, e la dedico a me medesima.
 
The Unforgiven II - Metallica
 
Lay beside me, tell me what they've done
Speak the words I wanna hear, to make my demons run
The door is locked now, but it's opened if you're true
If you can understand the me, then I can understand the you

Lay beside me, under wicked sky
Through black of day, dark of night, we share this pair of lives
The door cracks open, but there's no sun shining through
Black heart scarring darker still, but there's no sun shining through
No, there's no sun shining through
No, there's no sun shining

What I've felt, what I've known
Turn the pages, turn to stone
Behind the door, should I open it for you?

Yeah
What I've felt, what I've known
Sick and tired, I stand alone
Could you be there, 'cause I'm the one that waits for you
Or are you unforgiven too?

Come lay beside me, this won't hurt I swear
She loves me not, she loves me still, but she'll never love again
She lay beside me, but she'll be there when I'm gone
Black heart scarring darker still, yet she'll be there when I'm gone
Yes she'll be there when I'm gone
Dead sure she'll be there

What I've felt, what I've known
Turn the pages, turn to stone
Behind the door, should I open it for you?

What I've felt, what I've known
Sick and tired, I stand alone
Could you be there, cause I'm the one that waits for you
Or are you unforgiven too?

Lay beside me, tell me what I've done
The door is closed, so are your eyes
But now I see the sun, now I see the sun
Yes, now I see it

What I've felt, what I've known
Turn the pages, turn to stone
Behind the door, should I open it for you

What I've felt, what I've known
So sick and tired, I stand alone
Could you be there, cause I'm the one that waits
The one that waits for you

Oh, what I've felt, what I've known
Turn the pages, turn to stone
Behind the door, should I open it for you

Oh, what I've felt
Oh, what I've known

I'll take this key
And I'll bury it in you
Because you're unforgiven too

Never free
Never me
Because you're unforgiven too
 
P.S.: che tanto James Hetfield me lo sposo. E mi piaceva iniziare con "che tanto". Bonne nuit.